On the road / On the trek

 «Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare». »

cit. Jack Kerouac, On the Road, p. 17

Importante non è la meta ma il viaggio. Questo pensavo con Keruac nei verdi anni. On the road fu scritto quando io ero appena nato, fu pubblicato quando io andavo alle elementari e lo lessi che ancora facevo il liceo. Mi conquistò. Ed ero all’università quando un’estate decisi di andare in America a far quel viaggio. Scelsi la linea blu di questa mappa.

Partendo da New York e andando verso sud fino a New Orleans e poi a ovest a Los Angeles e San Francisco e di nuovo verso est lungo la linea rossa del nord attraverso il flat, le grandi pianure, fino alla costa del New England e di nuovo a New York. Tutto col mitico levriero: abbonamento di un mese senza limiti di km tutto a 99 dollari “thank you for going Greyhound”.

Viaggiavo di notte dormendo sul bus e di giorno camminavo nelle città. 25 stati 12000 km, tanti incontri, brevi conoscenze di chi mi si sedeva accanto e condivideva con me un sonno incerto. Quel lungo viaggio solitario fu il mio passaggio verso la vita di adulto e dopo ha sempre influenzato le mie scelte.

Vent’anni dopo mi ritrovai a condurre Linea Verde e a dover descrivere i Tratturi. Quei lunghi fiumi d’erba eran difficili da raccontare. Unica soluzione, per me evidente, percorrerli. Passo dopo passo, giorno dopo giorno, a cavallo. E una volta partito dal Gargano, dal Santuario di San Michele Arcangelo (protettore dei transumanti dei pellegrini e dei viandanti) e arrivato a Pescasseroli sui monti dell’Abruzzo non mi restò che proseguire (10 settimane in 5 anni) attraversando con i miei cento cavalieri il Lazio la Toscana l’Emilia la Lombardia e il Piemonte, passare dalla Sagra di San Michele all’inizio della Val di Susa e salire al Monginevro inizio del sentiero francese che arriva a Roncisvalle e poi in Spagna fino a Santiago de Compostela.

Adesso che sono in pensione e finalmente son tornato padrone del mio tempo ci riprovo, ma non voglio soltanto percorrere qualche migliaio di km in solitudine o in compagnia. Voglio lasciare un vero bellissimo itinerario che tutti possano percorrere a piedi in bicicletta o a cavallo. Senza motori insomma ma con la stessa idea di sempre: importante non è la meta ma il viaggio.

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

<