La Linea Micaelica tra storia, sentieri e curiosità

La cultura cristiana vuole che la “Linea Micaelica” simboleggi la cicatrice lasciata dalla spada di San Michele dopo che questo ferì Satana, prima di spingerlo negli inferi. Una linea che da secoli attraversa l’Europa ed il Mediterraneo.

Da questa linea è interessante scorgere collegamenti storici e curiosità per comprenderne appieno i mille e più significati, che il passato conserva e custodisce allo scorrere incalzante del tempo.

FRASE

Da Nord-ovest a sud-est, la linea di San Michele unisce tra loro 7 santuari dedicati al culto Micaelico, lontani tra loro migliaia di km.

Inizia in Irlanda, tocca l’Inghilterra in Cornovaglia e l’isola di Mont Saint Michel in Normandia. Passa in Italia per la Sagra di San Michele in Val di Susa e per Monte Sant’Angelo sul Gargano, e poi ancora per un’isoletta Greca, giungendo infine al santuario Micaelico del monte Carmelo in Palestina.

Skellig Michael (Irlanda), St. Michael’s Mount (Cornovaglia), Mont Saint Michel (Normandia), la Sacra di San Michele (Val di Susa), Santuario di San Michele (Monte Sant’Angelo Gargano), Monastero di San Michele (Isola di Symi Dodecaneso, Grecia) Monastero di San Michele  sul Monte Carmelo in Galilea, sono i 7 santuari che visti su una cartina geografica risultano posizionati su una unica linea retta, la Leyline di San-Michele.

Ancora più sorprendente è il fatto che i tre luoghi, Mont Saint Michel, la Sacra di San Michele e il santuario di Monte Sant’Angelo nel Gargano siano alla medesima distanza. Qualcuno interpreta questo fatto come un ammonimento dell’Arcangelo ai fedeli di Cristo a mantenersi nella rettitudine, rispetto rigoroso delle leggi imposte da Dio.

Altra interessante caratteristica di questa linea è il suo perfetto allineamento con il tramonto del Sole nel giorno del Solstizio d’Estate, giorno da sempre ritenuto importante per riti e connessioni energetiche con la Natura.

I due estremi italiani tra il Gargano e la Val di Susa sono uniti dal Cammino di San Michele che passa anche per il Castel Sant’Angelo in Roma. In Ciociaria la via del Pellegrinaggio continua toccando splendidi borghi disseminati di memorie e altari dedicati al culto di San Michele.

Nell’iconografia sacra San Michele è rappresentato come l’arcangelo vittorioso che schiaccia il demonio, spesso rappresentato come il Virgilio celeste che guida l’uomo verso la coscienza collettiva. San Giovanni, nel libro della rivelazione (Apocalisse), lo presenta come l’arcangelo (angelo combattente) che guida le armate celesti contro Satana.

San Giovanni nel libro della Rivelazione scrive:

“Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli” (Rivelazioni 12,7-9).

Ricordiamo che San Michele è l’unico, oltre a Dio, che può sconfiggere il diavolo e il suo compito non è mai finito.

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