Dalle origini del culto Micaelico, ai pellegrinaggi verso il Gargano

La devozione per l’angelo guerriero la ritroviamo come costante in più religioni: nel cristianesimo, così come nell’ebraismo, nell’Islam e in numerose altre religioni, ed è presente fin dai primi culti pagani.

Nel V sec., sul Gargano, nasce il culto Micaelico, e fa da sfondo una grotta, il luogo nel quale la leggenda e molti testi storici raccontano dell’apparizione dell’Arcangelo, un personaggio centrale per la conversione dei Longobardi, che insieme ai loro Re, Principi e Guerrieri, diedero inizio al pellegrinaggio verso il Santuario costruito intorno alla Grotta di Monte Sant’Angelo.

Il culto Micaelico si è espanso in fretta seguendo dapprima le vie dei Longobardi e poi dei Franchi, dando vita ad una serie di pellegrinaggi verso il Gargano, che hanno coinvolto l’intera  Europa. Il Monte Sant’Angelo rappresenta il punto di passaggio e di preghiera non solo dei Pellegrini, ma anche dei Crociati diretti in Terra Santa.

Per raggiungere il Santuario da Roma, oltre alle Francigene che passano da Benevento, nei secoli si sono percorsi, dopo aver attraversato la Ciociaria, anche i tratturi del Molise.

Recentemente si è pensato ad una Via Micaelica che potesse collegare la Sagra di San Michele al Gargano passando per Roma. L’ipotesi iniziale di utilizzare la Via Francigena del Nord e del Sud non sembrò però essere la migliore, sia perché il brand Francigena è oramai abbondantemente affermato, se non addirittura inflazionato, per lasciare spazio ad un nuovo itinerario, e sia perché esiste un percorso più breve e in vari tratti più bello, con precedenti storici più adatti al Cammino di San Michele, di derivazione Longobarda.

Arrivando dalla Francia, il Cammino di San Michele entra in Italia per il Passo del Moncenisio e, dalla Sacra di San Michele in fondo alla Val di Susa, attraversa Torino, per poi volgere ad est, passando per Superga.

Seguendo la direzione della Via Fulvia dei Romani sulla riva destra del Po si passa invece per Alessandria e Tortona, e si raggiunge Bobbio da dove per la Via degli Abati si arriva a Pontremoli, e poi con la Via del Volto Santo a Lucca.

Da Lucca a Volterra, a Massa Marittima per raggiungere  su una via Etrusca Roselle e attraverso l’Antica via Clodia, Saturnia Sovana e Pitigliano fino alle sorgenti della Nova.

Si entra così nel Lazio, percorrendo la Foresta del Lamone in territorio di Farnese; Castro e la Tuscia, Cellere, Canino, Tuscania, le Necropoli di Norchia e Blera,  Barbarano, Vejano, Oriolo Romano. E segue a Nord dei laghi di Bracciano e Martignano, fino ad innestarsi sulla Francigena a Formello, ed arrivare a Roma, a Castel Sant’Angelo.

Un percorso che rispetto a quello francigeno del nord abbrevia il cammino di almeno tre tappe.

Esiste poi un percorso che parte da Roma per arrivare al Gargano; da Castel Sant’Angelo si attraversa la Capitale verso est fino a raggiungere Porta Maggiore e la Prenestina, per giungere a Palestrina e, seguendo il percorso di una ferrovia dismessa, si entra nella Provincia di Frosinone alla vecchia stazione di Paliano.

Da qui, insieme alla Camera di Commercio di Frosinone, si è studiato il miglior percoso possibile per attraversare la Ciociaria visitando borghi bellissimi come Fumone, Veroli e Atina e incontrando monumenti e complessi architettonici unici come quello dell’Abbazia di Casamari. 

Si esce dalla Ciociaria passando dal Lago della Selva. Da qui troviamo il Molise con i suoi tratturi, in un percorso spettacolare e molto verde che ci porta in Puglia, a San Paolo di Civitate per poi giungere a San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo.

 

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