A partire da Mont St Michel

Mont St Michel è da più di un millennio meta di pellegrinaggi, di passaggio di pellegrini, di arrivi e ripartenze.

Il culto dell’Arcangelo ed il pellegrinaggio verso i luoghi a lui dedicati nasce molto prima del Cammino di Santiago de Compostela e per secoli resta importante e significativo tributo al Comandante delle schiere celesti che hanno sconfitto il male.

Michele è il protettore di chi si mette in viaggio ed a maggior ragione di chi va in pellegrinaggio nel suo nome e nei suoi luoghi.  E quella incredibile costruzione su una roccia alta 80 metri sulla sabbia di un vasto golfo che ad ogni marea più alta, quando la luna è piena o nuova, diventa isola, è cresciuta proprio per accogliere i pellegrini.

I grandi saloni sorretti da snelle colonne con grandi caminetti per riscaldare la visita di Re e Nobili Guerrieri pronti per le Crociate in Terrasanta o per guerre più vicine che chiedevano all’Arcangelo il sostegno e la vittoria. i grandi spazi coperti dove si ammassavano i giacigli dei pellegrini meno blasonati venuti a chiedere intercessione contro il Male.

Il grande refettorio dove i monaci mangiavano in silenzio accompagnati dalle letture. La grandissima altissima chiesa dove si succedevano le preghiere giorno e notte per tornare a sconfiggere il Demonio. Tutto testimonia il fervore di una fede profonda che chiede impegni di lunga durata come un pellegrinaggio.

E Mont St. Michel è ancora meta importante di pellegrinaggi e punto di passaggio o di partenza per altre mete. Ma se, come è capitato a me di chiedere nella libreria della Casa del Pellegrino, da dove passa il Cammino che porta alla Sacra di San Michele in val di Susa la risposta è sconfortante.

Ci sono itinerari per Bruxelles (città dedicata a san Michele ) per Caen per Parigi per Chartres e poi al sud numerosi per Santiago de Compostela, ma nessuno mi ha saputo indicare nemmeno una piccola guida verso l’Italia.

Per cui tra le tante possibilità ho fatto una scelta tutta personale. Passare per Vezelay.

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